La conclusione di Stranger Things ha segnato un momento importante non solo per i fan della celebre serie Netflix, ma anche per numerose personalità del mondo dell’intrattenimento che negli anni hanno seguito e apprezzato l’opera dei fratelli Duffer. Tra queste spicca Hideo Kojima, celebre game designer giapponese e creatore di saghe iconiche come Metal Gear Solid e Death Stranding, che ha voluto condividere pubblicamente le proprie emozioni dopo aver visto il finale della serie.
Attraverso un lungo messaggio pubblicato sui social media, Kojima ha raccontato quanto Stranger Things abbia rappresentato per lui qualcosa di profondamente personale. La serie, iniziata nel 2016, è arrivata in un periodo delicato della sua vita: subito dopo la separazione da Konami e l’avvio della sua carriera come sviluppatore indipendente. Un momento, come lo stesso Kojima racconta, caratterizzato da ansia, solitudine e grandi incertezze sul futuro.
Il game designer ha infatti aggiunto: «È iniziata in un periodo difficile della mia vita, subito dopo che avevo iniziato a lavorare in modo indipendente: un momento pieno di ansia e solitudine». Proprio in quegli anni, Kojima racconta di aver scoperto le piattaforme di streaming come un nuovo mezzo narrativo, capace di raccontare storie profonde e durature.
Nel corso di quasi dieci anni, l’autore di Death Stranding ha seguito con costanza le avventure di Eleven e degli abitanti di Hawkins. «Ho trascorso del tempo con Eleven, gli altri personaggi e gli abitanti di Hawkins, ricevendo da loro coraggio e la spinta per andare avanti, ancora e ancora», ha dichiarato, sottolineando il legame emotivo creatosi con la serie.
«Mentre loro crescevano, io crescevo con loro»
Kojima ha poi tracciato un parallelo tra la crescita dei protagonisti e la propria esperienza personale: «Mentre li osservavo crescere nel corso della storia, anche io crescevo nel mondo reale, una sorta di Sottosopra della vita vera». Un percorso fatto di difficoltà, ricerca di connessioni e tentativi di trovare la propria strada.
Nonostante la malinconia per la conclusione, Kojima rifiuta l’idea di un addio definitivo. «Questa non è una storia di addii», scrive, richiamando Dungeons & Dragons come simbolo di una narrazione che continua a vivere nella mente di chi l’ha amata. «Richiamando quel mondo e quei personaggi, possiamo creare nuove storie in qualsiasi momento».
Il messaggio si chiude con parole cariche di gratitudine: «Finché non li dimenticheremo, sarà sempre “qui”. Grazie, Stranger Things». Un omaggio sincero che dimostra quanto la serie Netflix abbia saputo influenzare anche una delle menti creative più importanti dell’industria videoludica contemporanea.

